Rinnovo PdS: residenza e domicilio

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Marta.Monini
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Rinnovo PdS: residenza e domicilio

Messaggio da Marta.Monini » lun ago 12, 2019 7:10 pm

Buongiorno
vi scrivo per un quesito.
Un ragazzo neomaggiorenne albanese in possesso di PdS per ricerca lavoro in scadenza a fine settembre sta per cominciare un tirocinio GiovaniSi (inizio previsto per i primi di settembre) della durata di sei mesi con il quale intendiamo richiedere alla questura il rinnovo del permesso per motivi di lavoro (il tirocinio gli vedrà corrisposto 500 euro al mese).
Abbiamo un dubbio circa la residenza ed il domicilio. Il ragazzo è ancora residente a Genova ma già il permesso attuale era stato rilasciato dalla Questura di Massa. Ad oggi è ospite dell'azienda in cui svolgerà il tirocinio che, oltre al compenso mensile, gli garantirà vitto e alloggio.
La signora titolare dell'azienza si è informata presso l'ufficio anagrafe del suo Comune per far riconoscere al ragazzo il domicilio presso di lei, in modo da presentarlo in Questura al momento della richiesta rinnovo. La titolare le ha riferito che "l'istituto del domicilio non esiste più" e che è possibile solo variare la residenza. Lei non può dare residenza al ragazzo ma è disponibile a dichiarare ufficialmente ospitalità per il tempo di svolgimento del tirocinio. Come è possibile procedere? Che tipo di documentazione richiede la Questura relativamente a domicilio e residenza in sede di valutazione sul rinnovo del PdS? Infine, è necessario anche fornire uno stato di famiglia? Il ragazzo è solo in italia.

grazie mille
buon lavoro
Marta Monini per Sportello Migranti Arci MS

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adirmigranti
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Re: Rinnovo PdS: residenza e domicilio

Messaggio da adirmigranti » lun ago 26, 2019 9:02 am

Gent.ma Marta Monini,
proviamo a fare un po' di chiarezza partendo dalla differenza fra domicilio, residenza e "ospitalità".

Innanzitutto l'art. 43 del codice civile recita:
"Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.
La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.
"

innanzitutto quindi possiamo affermare che il domicilio esiste come luogo in cui il soggetto può chiedere gli siano inviate comunicazioni (domicilio fiscale presso il proprio commercialista, domicilio legale presso il proprio avvocato, domicilio come luogo di lavoro in cui ricevere ogni comunicazione inerente la propria attività così come ricevere pacchi o lettere durante le ore in cui non si è presenti presso la propria dimora dato che per l'appunto l'interessato si trova sul luogo di lavoro).
Dall'altro lato che la residenza non corrisponde necessariamente al domicilio dovendosi intendere l'abitazione presso la quale l'interessato vive stabilmente (la dimora abituale, dove si concentrano i rapporti familiari, dove il soggetto dorme, si sveglia, mangia, si veste ecc.). La residenza, a differenza del domicilio e della semplice dimora (il luogo in cui il soggetto vive anche temporaneamente, ad es. in vacanza), deve essere dichiarata dall'interessato con apposita comunicazione formale all'anagrafe del comune dove tale dimora si trova (requisito soggettivo) e dovrà essere accertata tramite apposito controllo dei Vigili Urbani che verificano l'effettività (requisito oggettivo) della dimora abituale (verificando che nell'alloggio vi siano gli effetti personali del richiedente, chiedendo ai vicini di casa, ecc.).
Da ultimo il concetto di ospitalità, che corrisponde a quello di dimora non abituale, di dimora dichiarata tramite "cessione di fabbricato" in quanto passeggera, quella che si fa per lo straniero che ha appena fatto ingresso in Italia: ricordiamo infatti che entro 48 ore è necessaria tale dichiarazione da parte dell'ospitante, ma che tale dichiarazione non può sostituirsi all'obbligo di dichiarare la propria dimora abituale nel caso in cui il cittadino straniero abbia diritto a soggiornare regolarmente in Italia e non sia un semplice turista.

In sintesi ed in conclusione tutti coloro che risiedono stabilmente in Italia, quindi anche gli stranieri con permesso di soggiorno (qualunque esso sia), hanno l'obbligo giuridico di dichiarare la propria stabile dimora e di dichiarare il cambio di residenza a meno che non si tratti di spostamenti di breve periodo (per motivi di lavoro,vacanza ecc.). Non devono e non possono dichiarare la residenza in Italia i turisti e comunque gli stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno.
Per quanto riguarda i cittadini comunitari l'obbligo scatta dopo i primi tre mesi, dichiarando in anagrafe la dimora abituale e dimostrando i mezzi di sussistenza in Italia e le ragioni del soggiorno (studio, famiglia, lavoro, ecc.).

Visto quanto sopra riteniamo che l'interessato abbia la necessità di dichiarare un luogo di dimora abituale e che vi sia quindi l'obbligo, oltreché dell'interessato, del datore di lavoro che gli fornisce l'alloggio ad acconsentire presso l'anagrafe l'iscrizione anagrafica (se non ancora residente) o il cambio di residenza (se formalmente residente a Genova) a meno che non continui a mantenere la residenza nel luogo in cui ad esempio si "concentrano gli affetti familiari" (se la residenza a Genova corrisponde all'abitazione dei genitori, o della mogli e dei figli, o di altri parenti, che però ci sembra non essere questo il caso).

Per quanto riguarda la richiesta da parte delle questure di allegare alle istanze di rinnovo i certificati di stato di famiglia, riteniamo in ogni caso che l'interessato possa autocertificare tali stati anche quando si debba dimostrare la convivenza per quanto riguarda i familiari a carico e che sia obbligo corrispondente della questura verificare la veridicità di tale autocertificazione. Ricordiamo infatti come l'autocertificazione per quel che riguarda le procedure di competenza di questura e SUI non può essere fatta valere solo per quei certificati espressamente richiesti dal T.U Immigrazione e dal suo Decreto di attuazione come ad es. i certificati penali, il certificato di idoneità alloggiativa, le certificazioni mediche o scolastiche, non anche le certificazioni anagrafiche.

Con la speranza di aver risposto in modo completo ed esaustivo, porgiamo
cordiali saluti

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