PROFESSIONI SANITARIE, ESERCIZIO TEMPORANEO CONSENTITO IN DEROGA AL RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE

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adirmigranti
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PROFESSIONI SANITARIE, ESERCIZIO TEMPORANEO CONSENTITO IN DEROGA AL RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE

Messaggio da adirmigranti » mer mar 25, 2020 12:06 pm

La deroga prevista nel Decreto cura Italia per affrontare l'emergenza Covid-19

Un passo importante per poter consentire a Regioni e Province Autonome di reclutare più medici possibili per affrontare l'emergenza del Coronavirus, viene dal cd Decreto "Cura Italia", il quale prevede, per la durata dell'emergenza epidemiologica, l'esercizio temporaneo di professioni sanitarie con qualifica conseguita all'estero in deroga alle norme che disciplinano le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie.

Nel dettaglio, l'articolo 13 del Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 prevede, in deroga alle norme che disciplinano le procedure per il riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite in un Stato dell'Unione europea o in Stati terzi, l'esercizio temporaneo di tali qualifiche da parte di professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all'estero in base a specifiche direttive dell'Unione europea (direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali).

Le Regioni e le Province autonome possono pertanto, prevede l'articolo, procedere al reclutamento di tali professionisti in relazione al solo periodo dell'emergenza Covid -19 in base a quanto disposto dagli articoli 1 e 2 del DL. n. 14/2020 e nei limiti delle risorse ivi previste.

I suddetti articoli consentono il conferimento di incarichi di lavoro autonomo - anche di collaborazione coordinata e continuativa - della durata di sei mesi, prorogabili secondo necessità, agli iscritti agli albi delle professioni sanitarie, ivi compresi i medici, oltre che ai medici specializzandi agli ultimi anni, e la possibilità, da parte delle Regioni, di conferire a personale medico e infermieristico in pensione, fino al 31 luglio 2020, incarichi di lavoro autonomo, con durata non superiore a 6 mesi e comunque entro il termine dello stato di emergenza. L'articolo 2, inoltre, consente l'attribuzione di incarichi individuali a tempo determinato tramite selezione per titoli e colloquio per la durata di un anno non rinnovabile.

Per il periodo indicato, l'esercizio temporaneo della professione sanitaria può quindi avvenire in deroga agli articoli 49 sul riconoscimento dei titoli abilitanti all'esercizio delle professioni e 50 sugli esercenti le professioni sanitarie del DPR n. 394 del 31 agosto 1999 ed alle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 206 che disciplina, tra l'altro, l'attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.

Soddisfazione nei confronti di tale norma è stato espresso da parte dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l''Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM) che hanno anche lanciato un appello a tutti i medici e infermieri italiani e di origine straniera iscritti agli ordini professionali o in fase di riconoscimento dei loro titoli e che sono disponibili a dare il loro contributo nei vari ospedali dove ci sono richieste, affinché lo comunichino all'Associazione.

L'Asgi, ha rilevato, tuttavia come sarebbe opportuno consentire anche una deroga per quanto riguarda l'assunzione del personale sanitario straniero alle dipendenze della PA, che continua a restare soggetta ai limiti previsti dall'art. 38 d.lgs. 165/01, il quale consente l'accesso al pubblico impiego, oltre ai cittadini italiani e UE, solo i cittadini extra UE lungo-soggiornanti, i titolari di protezione internazionale e i familiari di cittadini UE.

L'associazione chiede, pertanto, che in sede di conversione del DL 18/2020 e a integrazione del citato art. 13, venga prevista in via d'urgenza una chiara deroga alla disciplina attuale e che pertanto, quantomeno per tutto il periodo di emergenza, le strutture pubbliche vengano autorizzate alla assunzione di personale sanitario senza limitazioni in ragione della cittadinanza, aprendo quindi le assunzioni a tutti gli stranieri extra UE titolari di un permesso di soggiorno che consente di lavorare.

Per approfondire: Dossier Senato - n. 232/Vol. I
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/1 ... index.html

(24 Marzo 2020)
fonte: http://www.integrazionemigranti.gov.it/ ... iche-.aspx

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